Equilibrio deriva dal latino “equilibrium“, composto da “equus” uguale e “libra” peso, ad indicare ciò che ha lo stesso peso.

Quando la bilancia indicava il raggiunto equilibrio, i pesi venivano tolti, le libre deposte, e deliberato il giusto.

La deliberazione, nasce come decisione di ciò che è giusto, come attestazione dell’equilibrio raggiunto. E infatti la bilancia ancora è il simbolo della giustizia.

L’equilibrio, è un concetto potente, presente in varie discipline (equilibrio meccanico, dell’alimentazione, della salute, ecc.) e presente anche nel discorso pubblico e nel senso comune.

Si presta perciò benissimo ad essere impiegato per spiegare concetti più complessi e a costruire una narrazione condivisa, che sostenga i principi di uguaglianza e giustizia.

Il concetto di equilibrio è fondamentale in ecologia e ripercorrendo alcune delle teorie e pratiche che la informano possiamo cogliere quasi una narrazione forte e coerente che pone al centro l’equilibrio, come valore fondante. L’ecologia credo abbia molto da insegnarci sul valore dell’equilibrio.

Questa breve rassegna delle diverse teorie agricole, la pratica economica umana che più di tutte si confronta con l’ambiente, mostra in nodo chiaro un percorso, quasi una grande cavallcata verso l’equilibrio tra gli elementi coinvolti:

– Agricoltura biologica: che non prevede nessun trattamento o concime in sintesi. Vanno evitate o comunque controllate interferenze esterne che mettano a repentaglio l’intero ecosistema.

– Agricoltura biodinamica: anche noi persone siamo parte del tutto (vedi Maria Thun), e le pratiche agricole devono tenerne conto.

– Agricoltura sinergica: dalla lotta ai parassiti alla cura del terreno (vedi Masanobu Fukuoka). Non lavorare “contro”, ma “con”.
– Permacultura: anche territorio e spazio entrano nell’equazione. L’agricoltura si unisce anche al paesaggio, all’architettura e alla cultura.
– Agroecologia: agricoltura è parte dell’ecosistema.

Questa rapida rassegna è utile, non certo a definire una teoria delle pratiche agricole, che non mi compete, ma ad aiutarci a individuare gli elementi che fanno di tutte queste pratiche una narrazione coerente dell’equilibrio.

Il primo elemento indispensabile perchè ci sia equilibrio è il controllo delle forze eccessive, che mettono a repentaglio l’intera esistenza. Ed ecco che a questo serve l’agricoltura organica. Pesticidi e fertilizzanti chimici sono forze troppo potenti, che così come hanno permesso all’agricoltura di diventare sempre più produttiva, ne stanno ora minacciando la sostenibilità. Dobbiamo perciò evitare che slcune forze prendano il sopravvento.

Un attenta analisi e adeguate soluzioni passano prima per l’inclusione di diverse componenti e soggetti. È infatti solo quando siamo consapevoli di tutti i soggetti che fanno parte di un ecosistema, a partire da noi stessi come specie umana, che possiamo proporre una narrazione convincente. Una narrazione forte non può rivolgersi solo ad alcuni, ma deve mirare ad essere universale.

Proprio perchè universale, deve però valorizzare anche le differenze e riconoscere i loro diversi interessi ed obiettivi. Non possono esserci obiettivi ed interessi superiori a quelli di altri.

In tutto ciò una narrazione convincente si rende conto anche della necessità dell’identificazione delle varie e complesse relazioni che si creano tra tutti i soggetti coinvolti. L’equilibrio va cercato perciò a livello generale.

Per concludere credo che dobbiamo anche nell’ambito della comunicazione politica, costruire una narrazione che faccia del raggiungimento dell’equilibrio inteso cone valore, il suo protagonista principale.

Per farlo la storia che raccontiamo può descrivere la necessità di fermare forze troppo grandi, riconoscere la presenza di tutti i soggetti e la dignità delle loro istanze, così come cogliere la moltitudine di relazioni e di aree di invontro che si creano tra i tanti soggetti.

Una narrazione fondata sulla ricerca dell’equilibrio può facilmente contrapporsi ad altre narrazioni che si fondano sulla paura.

Per farlo può anche appoggiarsi a narrazioni preesistenti, come per esempio quelle ambientali, ma anche della salute o di altro. Il principio dell’equilibrio è già fortemente accettato, almeno quanto altri clichè narrativi (l’invasione, la conquista, la contaminazione, la crescita, ecc.) e si presta perciò bene ad essere utilizzato.

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