La grande quantità di riferimenti alla sovranità a cui siamo stati abituati negli ultimi anni ha dato vita addirittura ad un neologismo: “sovranismo”.

Il termine vorrebbe intendere la necessità di un rafforzamento della voce dei popoli, in un contesto in cui a dominare sono invece le elites.

Di per sè, quindi, questo movimento intercetta un problema gigantesco, quello della globalizzazione delle Elites, e propone un metodo, che è quello del maggio ruolo dei popoli.

Il problema, nasce nel momento in cui si tratta di capire quali popoli. E qui la risposta proposta oltre as essere profondamente ingiusta, è anche perfettamente inefficace.

La visione sovranista, è una visione razzista e proprietaria, che considera un territorio, come oggetto da possedere, così come gli uomini e le donne (soprattutto loro) che vi abitano.

Una visione in cui il potere è inteso come possesso, nella semplificaziobe più acerba possibile del suo significato, tralasciando da una parte l’analisi complessa del potere, tanto da pensare che elites che garantiscano l’italianità, siano di per sè migliori di altre, e dall’altra sbagliando completamente la soluzione, immaginando che basti la forza di un solo paese ad affrontare le elites globali, invece di una risposta dal basso, ma ugualmente globale.